Studio Dermatologico
Dott. Claudio Comacchi
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| Peeling chimici |
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Attualmente, oltre alle terapie mediche, vengono utilizzati per il trattamento delle rughe, degli esiti cicatriziali (ad esempio da acne), delle macchie scure e delle altre lesioni legate all’invecchiamento cutaneo i peeling. • Peeling con acido glicolico: si consiglia per il fotoinvecchiamento del volto; viene utilizzata una soluzione di acido glicolico al 70%; è sempre opportuna una preparazione del paziente almeno 2 settimane prima del peeling chimico; essa può essere ottenuta con l’utilizzazione di creme con acido retinoico, alfa-idrossiacidi o schiarenti cutanei a seconda del tipo di pelle e del problema che deve essere affrontato. Al momento del trattamento viene effettuato lo sgrassamento della pelle con alcool o con acetone per avere una più profonda ed omogenea penetrazione dell’agente esfoliante. L’applicazione dell’acido viene effettuata con una apposito pennello. Dopo che l’acido è stato applicato sull’intera superficie da trattare è opportuno controllare il paziente per individuare la comparsa dell’eritema e di un eventuale frosting puntiforme. L’obiettivo del peeling con l’acido glicolico è quello di ottenere una leggera esfoliazione per rendere la superficie cutanea più liscia in assenza di effetti collaterali. Questo rende ragione della necessità di neutralizzare (con una soluzione a pH alcalino) immediatamente l’acido sulla cute qualora si assista alla comparsa di frosting. Se il paziente non presenta segni di irritazione dopo il peeling è sufficiente astenersi dall’applicazione domiciliare di creme con alfa-idrossiacidi per 2-3 giorni. Se invece è presente un significativo eritema può essere utile l’applicazione di una crema antinfiammatoria/lenitiva per 2-3 giorni. Si consiglia, in base al quadro clinico, di effettuare una seduta ogni 15-30 giorni circa nel periodo autunno-inverno. • Peeling acido piruvico: l’acido piruvico è un alfa-chetoacido a tre atomi di carbonio che si differenzia dagli alfa-idrossiacidi per la presenza di un gruppo chetonico al posto di quello idrossilico. La presenza del gruppo chetonico gli conferisce proprietà particolari come ad esempio una potenza maggiore quando viene utilizzato nei peeling chimici. Buoni risultati sono stati ottenuti nel trattamento dell’acne in fase attiva grazie all’azione seboregolatrice ed anti-microbica. Nel photoaging il peeling con acido piruvico permette di restituire luminosità al volto e grazie alla sua azione schiarente di omogeneizzare la pigmentazione cutanea; questo tipo di peeling è inoltre capace di stimolare la sintesi di fibre collagene ed elastiche a livello dermico migliorando pertanto la texture cutanea. E’ consigliabile effettuare una preparazione di circa due settimane prima del peeling utilizzando creme a base di acido retinoico, o alfa-idrossiacidi o di acido piruvico stesso. Prima di procedere all’applicazione del peeling è opportuno effettuare lo sgrassamneto della pelle con alcool o acetone per rimuovere il film idro-lipidico e consentire una più profonda e omogenea penetrazione dell’agente esfoliante. L’applicazione dell’acido piruvico, in concentrazioni variabili tra il 40 e il 50% può essere effettuata con una spatolina. Una volta che l’acido è stato applicato sull’intera superficie da trattare è opportuno attendere da alcuni secondi a pochi minuti per individuare la comparsa di un intenso, ma fugace eritema, o, talvolta la comparsa di un “frost” (sbiancameno della zona) che indica l’avvenuta epidermolisi. Durante l’applicazione dell’acido piruvico i pazienti possono lamentare una sensazione di bruciore, anche intenso, che scompare rapidamente. L’acido piruvico viene neutralizzato con una soluzione di bicarbonato di sodio, seguito dall’applicazione di una crema lenitiva ed idratante. Si consiglia, in base al quadro clinico, di effettuare una seduta ogni 15-30 giorni circa nel periodo autunno-inverno. • Peeling acido salicilico: il nuovo impiego dell’acido salicilico come peeling è stato proposto per la prima volta in USA da Kligman nel 1997. Si utilizza sia per gli esiti cicatriziali dell’acne, sia per il fotoinvecchiamento del volto. Poco solubile in acqua, l’acido salicilico si discioglie facilmente in alcool, che rappresenta il veicolo base nelle preparazioni per il peeling. Si utilizzano concentrazioni intorno al 25%. Solo dopo una profonda pulizia del viso s’inizia ad applicare l’acido salicilico con un pennello morbido. Dopo un minuto circa il paziente sente un lieve bruciore, segnale dell’azione dell’acido salicilico. L’azione è autolimitativa: dopo l’evaporazione della soluzione veicolante (alcool), l’azione si blocca, e l’acido salicilico non può più penetrare nella cute. E’ per questo che non c’è pericolo che la pelle possa essere danneggiata da un’azione troppo lunga dell’acido salicilico. Il tempo di evaporazione è di circa 5 minuti. Dopo l’evaporazione è visibile uno strato bianco costituito dai cristalli puri d’acido salicilico. Dopo aver tolto questo strato si applica una crema idratante. Nei giorni seguenti si verifica una lieve esfoliazione della pelle. E’ necessario utilizzare una crema idratante ed uno schermo solare. Si consiglia, in base al quadro clinico, di effettuare una seduta ogni 15-30 giorni circa nel periodo autunno-inverno. • Peeling alla resorcina: consigliato per il trattamento degli esiti cicatriziali e per le rughe; il resorcinolo agisce come potente riducente, in grado di rompere i deboli legami a idrogeno della cheratina. Tale sostanza viene impiegata in pasta in concentrazioni dal 10% al 30% secondo la formula di Unna, modificata poi da Letessier. La pasta viene applicata sulla zona da trattare generalmente con una spatola e lasciata per un tempo variabile da 60 a 120 minuti. In genere nell’arco di una settimana si assiste ad una esfoliazione dell’area trattata. Il post peeling care prevede l’utilizzo di creme antibiotiche e antinfiammatorie/lenitive per circa 1 settimana e l’assoluta protezione dalla radiazione ultravioletta che deve essere totale per almeno un mese. Questo tipo di peeling presenta scarsi rischi di effetti collaterali, che sono in massima parte rappresentati da iperpigmentazioni transitorie. Si consiglia, in base al quadro clinico, di effettuare una seduta ogni 60 giorni circa nel periodo autunno-inverno. • Peeling con acido tricloracetico: sicuramente quello più utilizzato per trattare esiti cicatriziali e rughe. Può essere utilizzato in concentrazioni diverse (10%, 25%, 33%, 35%, 50%) e può pertanto provocare un effetto di diversa profondità. In tutti i casi, si tratta sempre di un peeling facilmente controllabile e prevedibile dall’operatore; il rischio di cicatrici sembra essere più frequente solo per concentrazioni superiori al 40%. Il paziente deve utilizzare per almeno due settimane prima creme all’acido retinoico. Al momento della seduta di peeling si procede allo sgrassamento dell’area da trattare mediante alcool o acetone. L’acido viene poi applicato con cotton-fioc o con un pennello sulla zona da trattare. Si effettua una prima applicazione, poi si attende qualche secondo per consentire la penetrazione della sostanza e, infine, si procede con un’altra applicazione fino alla comparsa del frosting che indica come l’acido abbia prodotto i suoi effetti fino al derma papillare. A questo punto il processo biologico deve essere interrotto spruzzando acqua a temperatura ambiente sulla superficie trattata. Il peeling è doloroso, il trattamento dura circa 10 minuti ed è in genere un tempo sopportabile per la maggior parte dei pazienti. L’immediato trattamento post operativo prevede l’utilizzo di creme antibiotiche ed eventualmente una copertura con dressing idrogel. I pazienti devono aspettarsi una serie di effetti collaterali che comprendono: o sensazione di pelle che tira; o iperpigmentazione accentuata; o esfloliazione. Nei giorni successivi i pazienti dovranno evitare l’utilizzo di saponi; inoltre si consiglia l’utilizzo di una crema antibiotica 2 volte al giorno per sette giorni e l’utilizzo di uno schermo solare totale per almeno 4 mesi. Si consiglia, in base al quadro clinico, di effettuare una seduta ogni 60 giorni circa nel periodo autunno-inverno. In questo tipo di peeling gli effetti collaterali sono rappresentati da iperpigmentazioni transitorie e cicatrici. Il rischio di cicatrici sembra essere più frequente solo per concentrazioni superiori al 40%. • Peeling acido salicilico 25% + acido tricloracetico al 10%: può essere utilizzato per trattare le macchie scure della pelle (cloasma, lenigo solari, etc). Dopo una profonda pulizia del viso s’inizia ad applicare l’acido salicilico al 25% con un pennello morbido. Una volta esaurita l’azione del acido salicilico si effettua l’applicazione dell’acido tricloracetico al 10%. Il peeling è poco doloroso, il trattamento dura circa 20 minuti ed è in genere un tempo sopportabile per la maggior parte dei pazienti. L’immediato trattamento post operativo prevede l’utilizzo di creme antibiotiche ed eventualmente una copertura con dressing idrogel. I pazienti devono aspettarsi una serie di effetti collaterali che comprendono: o sensazione di pelle che tira; o lieve iperpigmentazione; o lieve esfloliazione. |